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La costruzione della Cattedrale sembra risalire ai Normanni, intorno al sec.XII, che sulla precedente Chiesetta del S.S. Salvatore o di S. Pietro (l'attuale Cripta) insediarono il nuovo luogo di culto. Nel 1350 la città viene distrutta da un esercito di mercenari, al seguito di re Luigi d'Ungheria, e con lei la chiesa che verrà fatta riedificare e ampliare nel 1438 dal Duca Francesco II del Balzo (che ha il pregio anche di aver ritrovato le ossa del Santo Patrono della città S. Riccardo d'Inghilterra) e dal vescovo mons. Giovanni Dondei. Fortemente rimaneggiata nei secc. XVII-XVIII e a metà dell'ottocento, con la costruzione del porticato in stile neo classico, dopo l'ultimo restauro del 1965 la chiesa si presenta in stile tardo gotico. L'impianto architettonico è a tre navate che, con altrettanti imponenti archi ad ogiva si affacciano sul transetto. Al 1494 si fanno risalire e il grande arco ogivale di Alessandro Guadagno, che divide le navate dal presbitero, e la cappella di S. Riccardo (detto "cappellone"). Quest'ultima è rimasta in stile barocco e conserva dieci bassorilievi sull'arco e sedici formelle scolpite sui pilastri. Entrambi rappresentano la vita e le opere del Santo. Di notevole pregio è il reliquiario, in oro, posto sull'altare e due dipinti del sec. XIX opere del pittore Michele De Napoli. Nel "cappellone" si ritiene che fossero andati a pregare i tredici cavalieri italiani che parteciparono alla Disfida di Barletta capeggiati da Ettore Fieramosca. All'interno della Cattedrale sulla destra del presbiterio, troviamo la cappella dedicata alla Sacra Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo fatta in dono alla città dalla contessa Beatrice d'Angiò, quando andò in sposa a Beltrando del Balzo signore di Andria. Detta Cappella fu commissionata dal Vescovo Giuseppe Staiti dopo il Miracolo del 1910, immette alla Cripta, antica chiesa paleocristiana (non anteriore ai secc.VII-X) a due navate con volte a crociera. La volta è sostenuta da un ordine di quattro archi che poggiano su cinque colonne erratiche, alcune prive di capitello. L'abside del presbiterio è fatto da un pilastro che a sua volta sostiene due arcate che formano il deambulatorio con volta a botte. Sul suo pilastro più antico è ancora presente un affresco che domina il rozzo lastrone dell'altare. All'interno della Cripta si trovano le spoglie delle mogli dell'Imperatore Federico II di Svevia Jolanda di Brienne e Isabella d'Inghilterra. Il Campanile sorge su una torre datata intorno ai secc. VII-VIII del periodo longobardo. Ha una mole massiccia che punta al cielo con sua cuspide ottagonale sulla quale troneggia un gallo in rame. Il Campanile è opera di più epoche storiche. Ha la base quadrata che è di epoca normanna che lo fa assomigliare ad un torrione medioevale corredato di strette finestre a sesto acuto. Si leva ancora fino alla cella campanaria, con ampie bifore al primo piano a ancora più in alto con la parte quattrocentesca per arrivare al torrino ottagonale che culmina con la punta del Campanile. Sull'apice aguzzo c'è un gallo verdastro, issato su una sfera metallica, che segna la direzione del vento. In questo gallo, che funge da sentinella sulla torre campanaria, la tradizione popolare volle trovare riscontro alla leggenda secondo la quale S. Pietro apostolo fosse passato dalla città per divulgare il Vangelo. Segno delle radici profonde della cristianità nella comunità locale. A cura della dott.ssa Marisa Curci
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