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STORIA DELLA CITTA' DI ANDRIA
A fondare la città di
Andria sarebbe stato l'eroe greco Diomede, ma l'ipotesi non è
suffragata da alcuna testimonianza storica.
Le ricerche archeologiche confermano invece che
nei pressi di Andria vi era la stazione Rudae, sulla Via Traiana,
intorno alla quale sorsero nel medioevo borghi e chiese.
Nel 1046 Pietro il Normanno, Conte di Trani, cinse di mura i casali
che erano sparsi nel territorio elevando Andria al rango di civitas.
Nel XII secolo la città passò sotto
il dominio Svevo. L'imperatore Federico II la tenne in grande
considerazione per la fedeltà dimostratagli in occasione
delle ribellioni seguite alla sua scomunica da parte del papa
Gregorio IX: nei pressi della città, infatti, sorge la
superba costruzione di Castel del Monte e, secondo la tradizione,
la cripta della Cattedrale conserva le spoglie mortali delle mogli,
Iolanda di Brienne e Isabella di Inghilterra.
Ad Andria nacque il figlio Corrado IV di Svevia, futuro imperatore.
Sconfitto Manfredi a Benevento nel 1266, Andria
passò agli Angioini divenendo dapprima Contea e, successivamente,
Ducato con Francesco I Del Balzo.
Il duca Francesco II Del Balzo, nel 1438, in seguito al ritrovamento
delle ossa di S. Riccardo, protettore della città, istituì
la fiera di aprile che si tiene ancora oggi.
Nel 1507 il Ducato di Andria fu donato da Ferdinando
il Cattolico a Consalvo di Cordova come ricompensa dell'appoggio
nella lotta contro i Francesi.
Nel 1522 Andria, insieme al Castel del Monte, fu acquistata dal
Conte di Ruvo Fabrizio Carafa. Il 22 febbraio del 1556, Antonio
Carafa, figlio di Fabrizio, ebbe il titolo di Duca di Andria dal
re di Spagna Filippo II.
Il 23 marzo 1799 le truppe francesi della Repubblica
Partenopea guidate dal generale Broussier e da Ettore Carafa assediarono
Andria rimasta fedele ai Borboni e la posero a ferro e fuoco.
Dopo la tragica conclusione della rivoluzione napoletana, Re Ferdinando
fece giustiziare a Napoli Ettore Carafa. La breve stagione murattiana
vide l'abolizione della feudalità e la confisca dei beni
ecclesiastici. Ma Andria restò fedele ai Borboni. In seguito
la città seguì l'evolversi delle vicende risorgimentali,
del Regno d'Italia e della Repubblica.
A cura della dott.ssa Marisa
Curci
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